lunedì 13 gennaio 2020

Il Tendine di Achille trattato con la Pranoterapia

Il Tendine di Achille trattato con la Pranoterapia


Guido PARENTE
Pranoterapeuta Vibrazionale e Naturopata Psicosomatico

Il Tendine d’Achille o tendine calcaneale, è l’infiammazione del tendine che collega i muscoli del polpaccio (la parte inferiore e posteriore della gamba) all’osso del tallone.
Il nome tallone d'Achille deriva dalla mitologia greca, la madre di Achille, Teti, aveva avuto la  profezia della morte di suo figlio in battaglia, per proteggerlo, lo immerse nel fiume Stige per salvare il corpo dai pericoli.
Durante l’immersione del corpo del figlio,  tenne Achille per un piede, rendendo  vulnerabile quell’unica parte del corpo, infatti, sappiamo dalla storia, che durante la guerra di Troia, Achille fu colpito sul tendine non protetto da una freccia avvelenata, che lo uccise.
Il tendine d’Achille è sostanzialmente costituito da una forte tendinite, un’infiammazione del tendine che può causare dolore e difficoltà di movimento.
Cause
 L’Infiammazione del tendine d’Achille, non è legata ad un trauma specifico.
Spesso le cause derivano da stress ripetitivi al tendine, quali:
  • Un improvviso aumento della quantità o dell'intensità dell'attività fisica,
  • Muscoli del polpaccio contratti,
  • Speroni ossei
  • Scarpe da corsa non flessibili che in alcuni casi forzano il tendine a torsioni, troppo basse nella zona posteriore e l'overpronazione.

Sintomatologia
Tra i sintomi più comuni, annoveriamo:
  • dolore intenso dopo esercizi
  • gonfiore del tendine  e dell’area circostante
  • dolore e rigidità al mattino
  • limitazioni nel movimento della caviglia
  • diminuzione nella flessione del piede
Cura Allopatica
 Per curare questa tendinite, si usano farmaci antidolorifici (quali i FANS o il paracetamolo, Ketoprofene), i cortisonici, i miorilassanti.
 In casi più gravi vengono somministrate dal Medico, infiltrazioni di anestetici locali e cortisonici.
 Un valido aiuto viene dato dai massaggi, dalle manipolazioni in mani esperti e dalle terapie fisiche (TENS, ultrasuoni, laserterapia, elettroanalgesia, massoterapia) e la ginnastica correttiva.
 Inoltre, l’uso di plantari e supporti per il rialzo del tallone, possono ridurre l’infiammazione, in casi più gravi viene consigliato il tutore Walker, per un periodo breve, perché altrimenti si potrebbe indebolire il muscolo del polpaccio.
Si consiglia lo stretching del polpaccio, e smettere di fumare. Il fumo, infatti è una delle principali cause di cattiva circolazione
 Trattamento Pranoterapeutico /Olistico
Secondo la medicina olistico-vibrazionale, tale infiammazione, ha a che fare con un’esagerata pressione a cui si è sottoposti,  per la medicina psicosomatica, inoltre, “c’è da domandarsi se non ci stiamo mettendo troppo sotto pressione per raggiungere obiettivi o scadenze, in altre parole, troppa razionalità associata a un senso del dovere troppo rigido”. 
Tramite la pranoterapia vibrazionale, mediante l’apposizione delle mani si riescono ad alleviare i dolori generati dal tendine di Achille, portando ad una diminuzione significativa della causa che li ha generati. 
 Dopo aver cercato di ricreare l’omeostasi per tutto il corpo, andremo a trattare localmente la parte dolente, con applicazioni di pranoterapia.
Andremo, pertanto, a trattare la nuca per scaricare tensioni emotive, e il dolore.
Possiamo agevolare il decorso consigliando alla persona, antiinfiammatori naturali, quali l’Arnica, la Curcuma, l’Artiglio del Diavolo, e consiglieremo, altresì il riposo, smettendo quelle attività di alto impatto, quali la corsa, il tennis, al fine di sedare l’infiammazione grave.
 La pranoterapia non è un'alternativa alla medicina tradizionalee, quindi, non comporta assolutamente la sospensione di cure farmacologiche o trattamenti medici, ma anzi collabora in maniera fattiva ed in sintonia con il medico
Inoltre
La Pranoterapia non è miracolosa, ma in taluni casi può curare ed in altri, agendo con le prescrizioni mediche, può facilitare guarigioni.
 Guido Parente Pranoterapeuta e Naturopata
http://guidoparente.com
©2016 Guido Parente. SIAE 2016. All rights reserved

La Tecnica Metamorfica

La Tecnica Metamorfica
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Guido Parente
Naturopata

La Tecnica Metamorfica è un eccezionale strumento per la trasformazione personale.
Il massaggio metamorfico o tecnica metamorfica fu creato e sviluppato in Inghilterra negli anni '50 dal naturopata e riflessologo inglese Robert St. John (1914-1996).
Fu praticando la riflessologia che emerse in lui l'intuizione della “Terapia Prenatale”, nome con cui egli definì inizialmente il suo lavoro.
La sua rivoluzionaria scoperta fu che sul riflesso della spina dorsale nel piede è 'iscritta' la gestazione dell'essere umano – il periodo prenatale – il tempo in cui noi, oltre a sviluppare il corpo fisico, poniamo anche le basi di tutti gli altri nostri aspetti: il mentale, l'emotivo, lo spirituale, le nostre caratteristiche psicologiche, del carattere e del comportamento.

Il massaggio metamorfico scioglie eventuali nodi o traumi del passato, anche quelli subiti dal feto sin dal pre-concepimento, gestazione fino ad arrivare ai giorni nostri, in quanto memorizzati nel midollo spinale, facendo in modo che la persona trattata “trasformi da bruco a farfalla” il suo rapporto con la vita.

Quando un’esperienza ci coinvolge fortemente, i pensieri, le emozioni e le credenze collegate alla memoria di essa, possono generare degli schemi energetici in cui restiamo fermi, bloccati costantemente nel passato.

L’operatore, sfiorando con tocco leggero i punti definiti riflessi della colonna vertebrale su piedi, mani e testa consentono alla tua energia di lasciarsi guidare dall’intelligenza innata (la guida interiore) e di trasformare i tuoi schemi nel modo giusto per te.
Gli effetti sono di rilassamento totale, rielaborazione di vissuti, riequilibrio energetico, unitamente a pensiero – azione – movimento.
Viene applicato a tutte le età e dà ottimi risultati anche nei bambini fin dalla primissima infanzia, durante la gravidanza, ai portatori di handicap psicofisici e non vi sono controindicazioni.

Quali disturbi cura

Questa disciplina non vuole certamente farsi passare per una panacea, ma è pur vero che si è dimostrata efficace, e non raramente risolutiva, in patologie di vario tipo, incluso l'handicap.
Nel caso di bambini con sviluppo ritardato, ha avuto degli effetti non facilmente raggiungibili dagli interventi della medicina ufficiale, specialmente se i bambini sono presi in tenera età, quando il problema non ha ancora avuto tempo di incidersi profondamente.
Si tratta di un ottimo metodo per regolare i disturbi comportamentali, come l'aggressività, l'iperattività, CNS, autismo, ADD e altri.
Ogni parte toccata e sfiorata rappresenta un fattore importante: i piedi sono il movimento, sostegno ed equilibrio interiore; le mani sono l'azione, la capacità di comunicare, realizzare, interagire; infine la testa è il pensiero, fonte di idee e di spiritualità.

La Tecnica

Il trattamento può essere fatto ovunque ci si trovi e in qualsiasi ora del giorno, su un lettino o in poltrona, la persona può parlare o rilassarsi e stare in silenzio, non esistono regole particolari.

 Attraverso i piedi si possono ricavare molte informazioni utili e avere un quadro generale della situazione.

In questo lavoro ci si occupa della persona nel suo insieme.

Si può lavorare prima sul piano fisico, quando il soggetto lamenta alcuni disturbi, e successivamente si può abbinare la Tecnica Metamorfica.

  
Il compito dell’operatore :

• si accoglie la persona.

• si appoggiano le mani sul piede.

• si inizia a massaggiare il piede iniziando dal punto riflesso della colonna vertebrale sul piede (dall’alluce al calcagno e viceversa).

Il movimento può essere circolare, di sfioramento e si lavora lungo tutto il bordo esterno dell’alluce, in particolare gli angoli superiore e inferiore dell’unghia, punti riflessi delle ghiandole pineale e pituitaria proseguendo per tutto l’arco del piede, ascoltando con la palpazione le tensioni che si presentano man mano.

Il trattamento su un piede può durare circa 30 minuti poi si passa all’altro piede.

Terminato il trattamento occorre lavarsi le mani in acqua fredda.

Il trattamento sulle mani va effettuato per circa 5/10 minuti.

Si massaggia partendo dalla mano destra, dal pollice lungo il lato esterno seguendo la cresta ossea fino al polso (riflesso della colonna vertebrale sulla mano).

Si passa poi all’altra mano.

Per il trattamento sulla testa ci si mette in piedi dietro la persona e, dopo essersi concentrati, si passano le dita sulla linea mediale centrale della sommità del capo fino alla base del cranio e all’osso occipitale.

Si segue l’osso occipitale passando per le ossa mastoidee e si arriva fino alla sommità delle orecchie. Il trattamento può durare circa 10 minuti.

Solitamente si inizia dalla parte destra per poi passare alla sinistra.

I trattamenti non devono essere ripetuti troppo ravvicinati nel tempo.

Il massaggio alla testa aiuta a liberare la capacità di pensare, governare la vita. 


Andiamo ad analizzare le Fasi in cui si declina questa tecnica:

  1. 1.      Pre-concepimento
  2. 2.      Concepimento
  3. 3.      Post-concepimento
  4. 4.      Movimento
  5. 5.      Pre-Nascita
  6. 6.      Nascita 




Il Pre-concepimento

È il periodo di tempo che intercorre tra il momento in cui l’Ente Superiore ha deciso, con Amore, di creare l’Universo, fino al momento in cui due persone hanno deciso, con Amore, di creare una nuova vita.

Questo periodo si riflette nella zona dell’alluce (che va dall’apice all’articolazione interfalangea), nel punto riflesso della testa dove troviamo la ghiandola pineale (epifisi) e la ghiandola pituitaria (ipofisi).

La ghiandola pineale è il punto di ingresso della coscienza dentro di noi.

La ghiandola pituitaria serve a trasmettere sulla terra le conoscenze superiori.

  

Il Concepimento

Qui si situa nel tempo il punto focale di convergenza di tutti i fattori che formeranno la nuova vita, vi è l’incontro tra l’ovulo e lo spermatozoo.

In questo momento si crea lo schema originale che ogni cellula conterrà: il “modello” del futuro essere.

La coscienza umana presente al di là dello spazio e del tempo si stabilizza nella materia, e in questo momento si forma lo schema psichico.

La zona riflessa si trova tra l’articolazione interfalangea dell’alluce e l’articolazione metatarso-falangea.


  

Il Post-concepimento

Corrisponde ai primi quattro mesi di gravidanza, vi è una intensa crescita fisica, in questo momento l’embrione mette in atto i fattori che incontra al concepimento.

Si trova di fronte a quello che viene definito l’ “impegno a vivere”: in caso di rifiuto è probabile che si verifichi un aborto spontaneo, altrimenti l’embrione si coinvolge nella propria formazione come individuo.

In questa fase la nuova vita non conosce la differenza tra se stesso e l’ambiente.

Paradossalmente questo può essere interpretato come mancanza di coscienza dell’individualità personale e insieme come coscienza della vera individualità.

La zona riflessa sul piede si trova tra l’articolazione metatarso falangea e quella metatarso cuneiforme.




Il Movimento

E’ il momento in cui la madre sente per la prima volta un deciso movimento, è compreso tra la diciottesima e la ventiduesima settimana.

Vi è un salto di consapevolezza del feto che scopre di non essere solo ed inizia ad esplorare il mondo che lo circonda e a sentirne i limiti.

Passerà da uno stato di introversione ad uno di estroversione, dalla unicità alla dualità.

La zona riflessa sul piede si trova tra l’osso cuneiforme e lo scafoide, riflette anche l’area del plesso solare.

  


La Pre-nascita

Questo periodo va dalla ventitreesima settimana fino al parto, in questa fase il corpo è completamente formato ma non ancora pronto per la nascita.

Il bambino ha bisogno di questo tempo per prepararsi a nascere.

E’ il periodo di preparazione all’azione, che lo porterà da un ambiente protetto, chiuso e intimo alla fuoriuscita nel mondo.

La zona riflessa sul piede si trova dalla sporgenza dell’osso scafoide fino al bordo del calcagno.

  
La Nascita

Questo è un momento di cambiamento e comporta una scelta tra l’azione e la non-azione.

La zona di riflesso corrisponde al punto sul calcagno dove il tendine di Achille si innesta sull’osso che è il riflesso della base della colonna vertebrale.

Essa è anche il riflesso del bacino, rispecchiante il movimento da uno stato di chiusura ad uno di apertura..

Di solito il bambino trova la motivazione per la propria nascita quando è pronto al cambiamento.

 Alla nascita sia la madre che il bambino si trovano alla fine del loro straordinario rapporto e diventano due esseri separati.

In base alle circostanze, questo potrà dar adito a sentimenti di paura, isolamento, panico, resistenza, oppure di gioia, fiducia, unità ed espansione.

In termini di coscienza, l’azione prescelta determinerà il senso di libertà o di limitazione che avremo più tardi nella vita, ogni qualvolta dovremo affrontare un cambiamento.

Dr Guido Parente 
Naturopata 
©2014 Guido Parente. SIAE 2014. All rights reserved 

Riflessologia Plantare Emozionale: Il posizionamento dei Chakra nel Piede

Riflessologia Plantare Emozionale:
Il posizionamento dei  Chakra nel Piede


Guido Parente 
Naturopata e Riflessologo


Chakra è un termine sanscrito che significa "vortice" o "ruota" che indica il continuo ruotare di questi centri di energia nei nostri corpi sottili, infatti grazie a questi vortici, vi è la trasmissione di energia vitale o del prana ai diversi organi.
Spesso i Chakra vengono raffigurati con il fiore del Loto o come dei veri e propri vortici di luce.
Per quanto riguarda l'essere umano si è soliti distinguere sette corpi energetici o aure, o emanazioni.
I Chakra sono sistemi energetici che collegano queste emanazioni tra di loro e con la realtà esterna.
La vitalità e la salute stessa del corpo fisico, così come l'evoluzione personale sono in stretta connessione con il grado di armonia e di funzionalità dei chakra.
Tutti i chakra non sono sempre aperti, ma possono essere più o meno disarmonici, vale a dire possiamo avere un’alternanza di chakra aperti e chiusi, in armonia tra di loro.
Il Chakra chiuso non indica sempre una malattia, quanto una protezione.
Grazie alla sinergia con le Ghiandole endocrine è utile e di maggiore efficacia durante un trattamento di Riflessologia Plantare Emozionale, localizzare e trattare i punti dei chakra sul piede umano.

1° Muladhara Chakra
È la radice dei Chakra. Il suo nome significa “base per l’Origine”.
Sul Corpo è situato nella regione pelvica, alla base della spina dorsale tra l’ano e i genitali (zona perianale).
Sul Piede, il punto riflesso è posizionato nella parte posteriore del calcagno, sul lato inferiore.
È un “magazzino” di energia ed è l’origine del destino, governa i plessi nervosi del coccige e del sacro.
È collegato all’elemento terra è collegato con i nostri istinti di sopravvivenza ed al nostro senso di realtà.
Le ghiandole endocrine associate, sono le gonadi (testicoli/ovaie)
Le zone di azione del chakra basale sono: sistema nervoso, ossa, colonna vertebrale, intestino crasso, gambe e piedi.
La pratica su questo Chakra porta stabilità.

2° Svadhistana Chakra
Significa “posto dell’origine del Sé”.
Sul corpo è situato nella regione pelvica, tra i genitali e il pube, all’altezza dell’ombelico.
Sul Piede, il punto riflesso è posizionato nell’intersezione tra lo scafoide ed il calcagno.
È responsabile della sessualità, regola e governa le funzioni digestive e intestinali e gli organi correlati; é associato alle gonadi, ai genitali, ai reni, ai surreni, al basso addome e ai sistemi circolatori.
Disturbi in caso di chakra chiuso, sono eiaculazione precoce nell’uomo e mancanza di raggiungimento dell’orgasmo nella donna, problematiche relative al flusso mestruale.
 La pratica su questo Chakra libera dai blocchi emotivi.

3° Manipura Chakra
Il terzo chakra in lingua sanscrita viene chiamato Manipura, che significa “città dei gioielli ”.
Esso é localizzato a livello del plesso solare ed é associato a fegato, diaframma, pancreas, duodeno, cistifellea, stomaco, milza, la parte alta dell’intestino e a tutte le funzioni metaboliche e vegetative, si occupa di tutte le trasformazioni nel corpo.
Sul Piede, il punto riflesso è posizionato nella zona delle vertebre, dietro l’osso cuneiforme, nel punto d’incontro con l’osso scafoide.
Dal punto di vista psicosomatico la sua funzione più importante é relativa al Karma, all’affermazione personale ed all’esercizio del potere individuale rispetto al sociale ed all’ambiente in generale, io decido!
La pratica su questo Chakra facilita metabolismo, digestione, assimilazione ed eliminazione.

4° Anahata Chakra
Significa “suono non conosciuto”.
Il Chakra del cuore é collocato sullo sterno, all’ incirca all’altezza della linea mediana orizzontale dei seni.
Sul Piede, il punto riflesso è posizionato sulla giuntura della testa distale del primo metatarso con la prima falange del primo dito.
E’ il chakra dei sentimenti.
Questo centro energetico é associato al cuore, ai polmoni, al timo, agli arti superiori, apparato respiratorio, alla circolazione e al sistema linfatico ed immunitario,le braccia e le mani.
Le patologia connesse al suo squilibrio sono asma, ipertensione arteriosa, patologie cardiache, patologie polmonari, ulcere gastriche.
La pratica su questo Chakra fa fiorire l’amore, la tenerezza e la compassione.

5° Vishuddi Chakra
Significa “purificante”.
È situato in corrispondenza della gola.
Sul Piede, il punto riflesso è posizionato a metà della prima falange.
È un fiume d’aria che sempre fluisce, regola e governa i polmoni ed i gangli cervicale e le funzioni correlate a questi organi, correlato anche alla tiroide, alle paratiroidi, alle corde vocali e alle orecchie.
Se chiuso, può causare asma, allergie, stanchezza, anemia, laringite, mal di gola e problemi mestruali.
La pratica su questo Chakra purifica, rivitalizza, dà energia e creatività.

6° Ajna Chakra
Significa “potere dell’intelligenza”.
Il sesto Chakra é localizzato al centro della fronte, circa due dita al di sopra della radice del naso, tra le sopracciglia.
È il terzo occhio.
Sul Piede, il punto riflesso è posizionato nella giuntura tra la prima e la seconda falange.
Questo chakra é collegato alla ghiandola pituitaria, al controllo del sistema ormonale, al cervelletto, occhi, naso, orecchie.
Se chiuso, può causare attacchi di emicrania e stati differenziati di ansia.
La pratica su questo Chakra aiuta a ragionare e ad analizzare.

7° Sahasrara Chakra
Significa “cerchio dell’estasi”. Chacra della Corona o Loto dai 1000 petali.
Il settimo Chakra e’ localizzato al vertice del cranio, alla sommità, nella zona del bregma (fontanella).
Sul Piede, il punto riflesso è posizionato sulla parte superiore del primo dito.
Regola e governa la corteccia cerebrale, il sistema nervoso centrale, i tessuti, gli organi ed i ritmi dell’intero organismo.
La pratica su questo Chakra porta pace e contentezza

©2017 Guido Parente. SIAE 2017. All rights reserved

L’efficacia del trattamento di Pranoterapia Vibrazionale® e Riflessologia Plantare nel rimuovere blocchi psicosomatici

L’efficacia del trattamento di
Pranoterapia Vibrazionale® e Riflessologia Plantare
nel rimuovere blocchi psicosomatici

Naturopata
Guido Parente

Nel corso della mia vita lavorativa ormai più che ventennale di Pranoterapeutaho avuto modo di confrontarmi con malattie varie che vanno da raffreddori a malattie ben più serie, quali artrite reumatoide, Epatiti, Aids, malattie disfunzionali, tiroiditi etc., ora, è ovvio che come naturopata e pranoterapeuta, ho i limiti ovvi della mia umanità.

Spesso le persone che soffrono di malattie importanti, arrivano dal pranoterapeuta, pensando che sia una extrema ratio, una sorta di guaritore in grado di farli guarire da ogni tipo di situazione, ma comprendiamo tutti che è una chimera.

In questi anni ho approfondito con vari studi olistici il mio sapere, studi che vanno dalla Naturopatia Psicosomatica, alla Pnl, al trattamenti Craniosacrale, alla Riflessologia Plantare, all’Aromaterapia, alla medicina tradizionale cinese.

Mi piace sperimentare nuovi trattamenti, perché credo nell’efficacia data dal mix delle varie tecniche olistiche, dalla sinergia che può essere grandemente risolutiva, spesso mi sono trovato a confrontarmi con terapeuti “old style”, che credevano nell’utilizzo della tecnica pura.

Ebbene, ultimamente ho potuto verificare come la sinergia tra la Pranoterapia Vibrazionale e la Riflessologia Plantare, riesca a bypassare problematiche importanti di blocco psicosomatico, piuttosto che di importanti blocchi energetici zonali.

La Pranoterapia Vibrazionale®

Nel trattare i corpi sottili, si cerca di ripristinare l’omeostasi che è l’equilibrio funzionale e vitale dell’organismo, le medicine alternative, possono essere usate con funzionalità di modalità preventiva, curativa e riabilitativa.

Va chiarito che quando si parla di guarigione, si sottintende l’eliminazione delle cause energetiche, psicosomatiche, ereditarie, ma non muoviamoci sul miracolistico, preferisco pensare che la sinergia di queste due tecniche possano riequilibrare il fisico.

Possiamo trovare dei coaguli energetici cristallizzati (i blocchi psico-emotivi) prodotti da traumi emotivi non risolti o da stati psichici divenuti poi cronici.

Con l’apposizione delle mani del Pranoterapeuta, si possono disperdere tali blocchi, si possono unire a questa modalità trattamenti di digitopressione su punti dei meridiani corrispondenti ai cosiddetti organi bersaglio, ad esempio il fegato che viene associato emozionalmente alla rabbia, oppure ai polmoni che vivono la tristezza, o all’intestino che viene definito il nostro secondo cervello sede della maggiore produzione di serotonina.

Tra le proprietà terapeutiche della pranoterapia spiccano quelle propriamente relative a proprietà analgesiche, antidolorifiche e antinevralgica.

Nell’ambito delle sensazioni dolorose, si devono comprendere anche quelle emotive e psichiche, si può soffrire su tutti i piani dell’essere, le sofferenze interne sono dei campanelli d’allarme che qualcosa nel nostro intimo ci provoca un senso di vuoto, di angoscia di paura , di panico..

Una sofferenza morale, quale una separazione, piuttosto che la morte di un caro, generano uno grave stato disarmonico che nel tempo può provocare lesioni croniche, questi stati degenerativi, provocano fobie, ossessioni, stati di angoscia e di aggressività.

Premetto che il dolore, è un fatto puramente soggettivo e come tale dipende dalla costituzione fisica del soggetto, dall’età, dal lavoro svolto, dalla sua educazione, dal suo stato di salute e anche dalla visione che ha della vita e del mondo.

L’azione che verrà effettuata andrà a far aumentare le endorfine, stimolando pertanto sia l’ipofisi che i surreni, le bio-endorfine che sono dei neurotrasmettitori, impedirebbero che i messaggi dolorosi si trasmettano da neurone a neurone per poi arrivare alla percezione del dolore.

La Riflessologia Plantare

Sotto la pianta del piede vi sono aree di dimensione diversa, in cui si riflettono tutti gli organi interni, muscolature, sistemi, ossa  del nostro corpo, tramite la Riflessologia Plantare, tecnica di massaggio dolce, possiamo stimolare, drenare e sedare punti e riportare l’equilibrio. 
Una pressione esercitata sulle zone riflesse del piede permette di “dialogare” con le parti del corpo ad esse corrispondenti attraverso il sistema nervoso e i meridiani energetici, aiutando a migliorarne la loro funzionalità: nei piedi confluiscono ben 72.300 terminazioni nervose
Tale tecnica è di grande validità anche nella prevenzione, infatti tramite la stimolazione di specifici punti possiamo rafforzare l’intero sistema corpo-mente e liberare l’organismo dalle tossine facendo in tal maniera, ripartire la vis medicatrix naturae, la forza di guarigione che possediamo tutti. 
La Riflessologia Plantare Integrata® agisce, a livello generale su:  
-          sistema nervoso 
-          sistema endocrino 
-          sistema immunitario 
-          sistema circolatorio 
 Il massaggio dei vari punti attiva reazioni di riequilibrio globale, che possono essere di sedazione o stimolazione, con effetti empiricamente provati e verificabili su qualsiasi persona. 
 Come insegna la Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (Pnei), attraverso la manipolazione  dei vari organi e apparati si attiva un circuito di autoguarigione  e di riequilibrio che va in profondità.
 La stimolazione di determinati punti, verrà automaticamente inviata al cervello, che lo porterà ad una decodifica del problema, che a sua volta lo trasmetterà all’organo interessato.
La Riflessologia, partendo dai 5 organi principali, reni, fegato, milza, polmoni e cuore, esplora tutti i sistemi e gli apparati, seguendo protocolli precisi,  per sbloccare i punti critici.  
Lo stimolo dato al punto sul piede è trasmesso al cervello, che “informa” l’organo interessato. 
La stimolazione viene poi elaborata dall’organismo, il quale mette in movimento e riattiva i settori interessati dal disagio.  
Pertanto, la stimolazione, non verrà inviata agli organi, ma bensì a quella parte del cervello adibita alla gestione dei singoli organi, ecco perché parliamo di Zone Riflesse

Ho visto come l’unione del trattamento di Riflessologia Plantare con la Pranoterapia Vibrazionale, sia estremamente funzionale, infatti dopo aver trattato i corpi sottili del corpo umano, andremo a fare un trattamento localizzato con la Riflessologia Plantare, si andranno a stimolare gli organi oggetti della produzione di endorfine, la R.P. lavora su strutture emozionali e mentali, quindi in modo indiretto sul corpo fisico.

Il trattamento di Riflessologia Plantare , andrà a stimolare  quell’organo o quel sistema, inviando segnali al cervello per il ripristino delle sue funzioni vitali.
Guido Parente – Naturopata, Pranoterapeuta Vibrazionale, Riflessologo Plantare.
©Guido Parente 2018

Riflessologia Plantare Thailandese o Massaggio Thailandese del Piede

Riflessologia Plantare Thailandese o Massaggio Thailandese del Piede

Naturopata e Riflessologo Plantare
Guido Parente

Da Naturopata, prima di iniziare qualsiasi  trattamento, è necessario “centrarsi”,  io stesso che pratico le discipline olistiche da diversi anni, la pratico e la consiglio sempre.
La “centratura”, qualcuno la definisce una meditazione, oppure una purificazione ed una richiesta per poter intervenire su quel corpo, ovviamente, la nostra professionalità ci impone di allontanare i pensieri che ci portiamo dietro e di dedicarci a quella persona.
Nel Massaggio del piede in Thailandia, vive una forte ed intensa spiritualità, prima del trattamento, viene eseguita una puja, una preghiera ed una invocazione a Shivago Komarpaj, che viene considerato il fondatore del massaggio thailandese del piede.
Tra le numerose differenze con le altre tecniche Riflessologiche, il Thay food Massage, si differenzia per la postura, normalmente infatti, il trattamento viene eseguito con il cliente disteso su un lettino, invece nella tecnica thay, il cliente può stare seduto su una poltrona, oppure disteso, su una stuoia o un fouton per terra, ed il terapeuta è seduto per terra con il bacino appoggiato ai talloni, con le punte dei piedi sovrapposte, in altri termini la posizione seiza giapponese.
Inizialmente, vengono fatte delle pressioni sia sui piedi che sulle gambe della persona, pressioni che vengono definite palm-press, manovre tipiche del massaggio tradizionale thay, per poi esercitare delle pressioni sulla pianta del piede, vi sono frizioni localizzate, torsioni, stiramenti per sciogliere , allungamenti muscolari per facilitare il riallineamento strutturale, una sorta di stretching del piede.
Queste manovre servono per capire la costituzione fisica del ricevente (Uke) e per riscaldare le zone da trattare successivamente, per sciogliere eventuali rigidità articolari.
Nella Riflessologia Plantare normalmente, per portare sollievo al cliente, dopo aver trattato un piede e aver preso possesso dell’altro piede, copriamo con una coperta la gamba ed il piede già trattati, nella Riflessologia thay invece, la gamba ed il piede trattati vengono avvolti in un asciugamano con una particolare fasciatura.
I punti da trattare sul piede per la Riflessologia plantare thay, sono 23.
Altre particolarità del Thay food Massage, è data dall’utilizzo di crema, olio, del bastoncino stickwood, essenze, pomate e talco.
La stimolazione con il bastoncino di legno stickwood
È un bastoncino in teak, una qualità di legno molto pregiato, resistente e con notevoli caratteristiche tecniche ed estetiche, viene utilizzato per frizionare o stimolar punti specifici dei meridiani thailandesi chiamati Sen.
La stimolazione avviene con la parte dorsale del bastoncino, inoltre,  si usa anche un olio per favorire lo scorrimento sul piede; tale frizione, stimola le terminazioni nervose e la circolazione sanguigna e linfatica.
Portiamo due esempi concreti, se si  trattano gli spazi interdigitali, dove si riflettono le aree della testa e degli organi di senso, questo, favorirà la deambulazione, se la pressione invece verrà eseguita sul tallone, si favoriranno le zone delle ovaie e dei testicoli e vi sarà una rinnovata vitalità degli organi genitali.
In ognuna delle varie scuole thailandesi, ovviamente esistono modalità di lavoro e mappe personalizzate, altrettanto valide, costituite da sequenze ben precise atte a riequilibrare complessivamente la persona a livello psico-fisico.
La Riflessologia Plantare Thailandese è un trattamento che dura circa un’ora,  ridona vitalità ed energia a tutto il corpo e porta numerosi benefici: tra cui una sensazione di benessere e rilassamento, la riduzione dei gonfiori, cura e prevenzione di diversi disturbi, favorisce il sonno, aiuta la circolazione delle gambe.

Indicato per:

v bilanciare le polarità, consentendo all’energia della persona di fluire armoniosamente
v migliorare la circolazione linfatica e del sangue
v normalizzare la funzionalità degli organi e delle ghiandole, regolandone l’attività
v favorire il rilassamento profondo e la tranquillità, del corpo e della mente
v diminuire lo stress e la tensione
v stimolare il sistema ormonale ed immunitario
v sbloccare le congestioni e i ristagni energetici dai circuiti elettromagnetici del corpo
v diminuire i gonfiori dei piedi e delle gambe
 migliorare la qualità del sonno
v stimolare l’eliminazione degli accumuli di tossine dal piede e dall’organismo in generale

Guido Parente – Naturopata, Pranoterapeuta Vibrazionale, Riflessologo Plantare.
©2019 Guido Parente. SIAE 2019. All rights reserved